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Un film a settimana

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Omaggio a Sergio Leone

Edward mani di forbice

Edward mani di forbice un film di Tim Burton 1990

In una cittadina della Florida, cade la neve. Una bambina chiede alla nonna come nasce la neve, e la nonna racconta una storia accaduta tanti anni prima. Peg Boggs, rappresentante per una casa di cosmetici, scopre in un fatiscente castello situato sulla sommità della rupe che domina l'abitato, Edward, uno strano ragazzo che al posto delle mani mostra lame affilate come forbici. Edward non ha padre né madre: è stato costruito pezzo per pezzo da un vecchio inventore che è morto prima di dotarlo delle mani. Di animo gentile, ha vissuto in completa solitudine nel castello ed ha sviluppato un'incredibile capacità di dar forma alla sua fantasia modellando le cose con le sue mani di forbice. Peg lo conduce in città e lo ospita in casa. Superato l'iniziale sconcerto, il vicinato prende in simpatia il ragazzo e ne ammira il talento artistico che lo rivela giardiniere e parrucchiere geniale. Quando Edward incontra Kim, la figlia di Peg, e se ne innamora, fatalmente contro di lui si accendono i primi malumori: una donna che si sente da lui respinta comincia a calunniarlo, Jim, il ragazzo di Kim, lo coinvolge in una folle rapina, la polizia lo guarda con sospetto. Attorno ad Edward comincia a farsi il vuoto e quando Kim si accorge di amarlo, la situazione precipita. Per lui la felicità è un sogno irrealizzabile: dopo un tragico scontro con Jim, il suo destino è tornare nell'ombra e nel silenzio dell'antico castello. Kim non ha più rivisto Edward, ma sa che lui la ricorda e le schegge di ghiaccio che turbinosamente vorticano dai bastioni del castello fino a trasformarsi in neve sulla città le dicono che lui sta scolpendo l'ennesima statua di ghiaccio, ancora dominato da un amore senza futuro. Le mani di Edward tagliano e fanno sanguinare anche quando si protendono per una carezza. Le sue braccia non possono abbracciare la donna che ama. Le sue labbra non sanno atteggiarsi al sorriso. La sua giovinezza durerà in eterno, intatta nella sua malinconia... E' facile capire come un personaggio del genere possa coinvolgere e commuovere il pubblico e l'emozione è sincera (non sollecitata da furbeschi sentimentalismi) e sorretta da una sottile vena poetica.Con felice intuizione, il regista esplora i confini entro i quali il comune sentire borghese inquadra e rende possibile la "diversità": accettato fino a quando è "soltanto" un artista (e può gratificarci a nostro uso e consumo), Edward viene respinto quando pretende essere uomo. Il genio esalta ed affascina quando rimane fuori dalla nostra quotidianità; diventa perturbante quando ci si intreccia, con il pericolo di scoprirsi critico ed evidenziare le nostre contraddizioni.Pur scavalcando il fanta-horror e risolvendosi in una pungente favola contro la mentalità borghese, Edward Mani di Forbice ha elementi che lo apparentano al genere. Lo spunto è quello di una storia alla Frankenstein. Il protagonista è una creatura artificiale; il laboratorio nel quale è costruita è una fantastica catena di montaggio capace di produrre i pezzi del suo corpo e biscotti a forma di cuore... E l'inventore, naturalmente, è l'indimenticabile Vincent Price.Nella suggestiva cornice del coloratissimo quartiere cittadino sovrastato dall'impossibile fantasia gotica del castello, Johnny Depp costruisce uno dei ruoli migliori della sua carriera. da www.mymovies.it

Johnny Depp, Winona Ryder, Dianne Wiest, Anthony Michael Hall, Kathy Baker, Robert OliveriRegia Tim Burton